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Gemos, da Faenza ai Balcani per sfornare 1800 pasti al giorno

Gemos, da Faenza ai Balcani per sfornare 1800 pasti al giorno L'accordo raggiunto tra la serba Gemos Balkans, controllata al 100% dalla cooperativa di ristorazione Gemos e la società  Tigar Tyres titolare dello stabilimento Michelin di Pirot (Belgrado), darà lavoro a circa 50 persone per la produzione di 1500/1800 pasti al giorno.

Categorie: Servizi, manutenzioni e costruzioni,   Dalle Cooperative Tags:

Dal primo gennaio la controllata della cooperativa faentina gestirà due cucine interne allo stabilimento dando lavoro a circa 50 persone garantendo così alla mensa aziendale da 1500/1800 pasti al giorno. "Siamo molto soddisfatti di questo risultato che rappresenta il coronamento del lavoro di analisi e presenza sul territorio serbo portato avanti negli ultimi due anni", racconta Mirella Paglierani, presidente di Gemos. "Le due cucine - continua Paglierani - saranno realizzate dalla Tigar Tyres mentre noi faremo un investimento iniziale di 400mila euro per l’acquisto di arredi e impianti. 

Dalle proiezioni si stima un fatturato annuale di Gemos Balkans di circa 1 milione di euro con un rientro dall’investimento iniziale in 5 anni: «Lo stesso contratto sottoscritto con Tigar Tyres ha durata quinquennale - spiega Paglierani -. Per noi si tratta di un ottimo investimento e siamo molto fiduciosi: se le aspettative saranno confermate si apriranno nuovi scenari per Gemos».

Tra le potenzialità di sviluppo di questo progetto nel breve periodo, c’è anche la possibilità di aprire nuovi canali commerciali in Serbia: «Abbiamo raccolto manifestazioni di interesse per il nostro lavoro da parte di numerosi interlocutori e contiamo che, con il concretizzarsi di questa nuova mensa, si possano aprire anche nuove possibilità sul territorio serbo - prosegue la presidente -. Tra l’altro le istituzioni serbe sembrano anche molto interessate al modello cooperativo e, insieme a Confcooperative, stiamo lavorando per cercare di capire se è possibile avviare in loco nuove esperienze in questo senso. Siamo fiduciosi che si possa aprire uno scenario completamente nuovo e siamo contenti di poter mettere a disposizione il patrimonio di conoscenze maturato in questi anni».

Tra le motivazioni che hanno spinto Gemos ad aprire nuove collaborazioni all’estero soprattutto la contrazione del mercato interno e la volontà di crescere: «Da alcuni anni il mercato della ristorazione chiede di diversificare. Gli appalti pubblici non rappresentano più una garanzia di stabilità per soci e dipendenti e, per non mettere a rischio la struttura, occorre fare qualcosa di più. Il mercato estero - conclude Paglierani - ha certamente delle potenzialità e quanto fatto in Serbia ne è la dimostrazione». 

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