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Liguria - La Spezia, sui media il lavoro di Confcooperative per le realtà produttive del territorio

Liguria - La Spezia, sui media il lavoro di Confcooperative per le realtà produttive del territorio 9 gennaio - Economia del mare, articoli di stampa della Nazione su Confcooperative la Spezia - Liguria

Categorie: Primo Piano,   Sostenibilità ed ambiente,   Mobilità, trasporto e logistica Tags:

I rincari energetici e delle materie picchiano forte e se li sommiamo agli effetti dell’inflazione ci troviamo di fronte ad una situazione complessa per le cooperative. Costi vivi moltiplicati e margini sempre più ristretti mettono a rischio la tenuta del tessuto cooperativo, che però ha dalla sua una visione lungimirante e spesso anticipatrice dei tempi.

Esempio ne sia l’attività che Confcooperative ha portato avanti in Liguria riguardo a due tematiche di enorme importanza per il territorio e per le cooperative che su di esso insistono e nel quale operano. Parliamo della concessione, da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, della proroga di un anno alla concessione gli impianti di itticoltura in fregio a punta Pezzino, nell’insenatura delle Grazie.

Un lavoro importante, per la tutela della società Piscicoltura Porto Venere e del suo personale, da parte di Confcooperative, che si è seduta al tavolo con Enrico Faggioni. Ora l’obiettivo è trovare la quadra con gli obiettivi del Comune di Porto Venere – si legge nell’articolo che La Nazione ha dedicato – nella condivisione delle vedute tra maggioranza e opposizione in ordine al recupero dello specchio acqueo.

Altro esempio della visione di Confcooperative in relazione ai temi più vicini alle realtà produttive dei territori riguarda sempre la Liguria. E in particolare l’importo minimo del canone demaniale applicato a piccoli operatori della nautica, pescatori, esercenti con propaggini in fregio al mare e associazioni no-profit che sviluppano attività sportive o sociali che – spiega La Nazione in un approfondimento – è passato da 360 a 3.377 euro.

Il pezzo racconta come la lungimiranza di chi, come Confcooperative Liguria, ha lavorato nel tempo per trovare la quadra consortile fra la ventina circa di pescatori professionisti gravitanti, con i loro mezzi, lungo la banchina Revel. Gli aumenti – così La Nazione riporta le parole sempre di Enrico Faggioni – "sono stati ricondotti al nuovo concessionario comunitario che ora può meglio affrontare il nuovo aumento: sarà diluito fra i vari partecipanti...". Sebbene, spiega ancora, "chi è solo a dover fronteggiare l’aumento andrà incontro a un vero e proprio salasso in un momento già complesso per la pesca professionale per effetto dei rincari del gasolio e l’aumento dei giorni obbligati di fermo pesca".

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