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Le parole chiave dei presidenti regionali: il lavoro al centro, per costruire il futuro

Tutto ruota attorno alle parole chiave dei nostri presidenti regionali. Dalle assemblee ai primi interventi post elezione, parole studiate e affinate per cogliere e restituire il senso di una sfida oggi più che mai aperta: tornare a puntare sul valore del lavoro, perché l’Italia è e sarà sempre fondata sul lavoro.

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Li abbiamo ascoltati nei loro interventi, nelle loro relazioni di fronte ad un pubblico di delegati e cooperatori che guardano al futuro con incertezze e dubbi dopo due anni e mezzo di difficoltà tuttora persistenti: prima la pandemia, ancora non del tutto alle spalle, e oggi guerra e rincari delle materie prime.

Oggi non sta a noi qui rivelare tutto quanto detto dai nostri presidenti, parte in interviste parte in stralci assembleari, ma di certo vogliamo lanciare alcune delle loro parole chiave. Così da preparare quello che sarà il grande speciale in preparazione su Italia Cooperativa. Che aprirà il sipario sull’assemblea della Federazione Nazionale del 7 luglio a Roma e su quello che sarà il futuro delle nostre federazioni regionali.

Dove vanno i diritti? Come tornare a donare valore al lavoro? Cosa può fare la cooperazione lavoro e servizi per un nuovo modello di welfare? Quale l’identikit del cooperatore e della cooperatrice del futuro? E soprattutto, cosa dicono le forze vive dei territori? Quali le local keywords della cooperazione lavoro?

Dalla necessità alla "disponibilità verso il cambiamento", in seguito ad "eventi epocali che hanno inciso profondamente sul mondo del lavoro e sui paradigmi alla base del nostro sistema economico", passando per il "rafforzamento della cultura dell’ospitalità", passando per la imprescindibilità di un sempre maggiore "confronto con le associazioni imprenditoriali" da parte della politica. E ancora alla necessità di garantire "regole certe ed eque per ilo sistema degli appalti pubblici", all’imperativo di far "riavvicinare e far innamorare di nuovo i ragazzi del mondo del lavoro e dell’autoimprenditorialità". Senza dimenticare "il lavoro che deve cambiare ma nel contesto in cui esso si inserisce", e il problema della "carenza di manodopera, specie quella qualificata".

Fra le certezze ormai acquisite il fatto che "fa la differenza chi riesce ad offrire un servizio complementare, oltre al prodotto", che "il buon lavoro in cooperativa è un bene prezioso, da difendere e far crescere". E che "il futuro prossimo richiede una rete solida di misure di welfare a più livelli". E che per far questo occorre "puntare sul potenziamento delle tecnologie e del fare rete", "prestare particolare attenzione alle tematiche dell’ambiente e della qualità della vita" e "favorire partnership strategiche senza le quali molti bandi del PNRR rimarranno autentiche chimere".

Ecco alcune delle parole chiave dei nostri presidenti regionali, che secondo le prerogative e le caratteristiche del territorio cui afferiscono hanno costruito una rete semantica e operativa comune. E quando il messaggio passa naturalmente i confini, senza che nessuno soffi alle sue spalle per spingerlo, vuol dire che stiamo camminando tutti sulla stessa strada. Allo stesso passo. Un passo fondato sul lavoro e sulle mani che ogni giorno lo rendono concreto nutrimento per il presente e il futuro del nostro Paese.

Photo - Pixabay
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