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Rinnovo CCNL Vigilanza Privata e Servizi di sicurezza

Rinnovo CCNL Vigilanza Privata e Servizi di sicurezza Si è svolta ieri, 16 marzo 2026, la seconda riunione plenaria del tavolo per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi di sicurezza.

Categorie: Primo Piano,   Servizi, manutenzioni e costruzioni Tags:

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati, su richiesta delle Organizzazioni sindacali, i temi relativi a relazioni sindacali, formazione, malattia e infortunio – assicurazione, previdenza integrativa, pari opportunità e politiche di genere.
I segretari nazionali di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs hanno illustrato la volontà di rafforzare il sistema di relazioni sindacali, prevedendo momenti di confronto e informazione organizzati con cadenza periodica ai diversi livelli.
La formazione è stata indicata come un elemento fondamentale per il recupero di professionalità e attrattività del settore, così come è stata ritenuta indispensabile la definizione di una chiara politica di pari opportunità, con l’introduzione, tra le altre misure, di un garante per la parità di genere.
Per quanto riguarda le assicurazioni su malattia e infortunio e la previdenza integrativa, le organizzazioni sindacali hanno espresso la necessità di rivedere massimali e meccanismi di copertura.
La parte datoriale ha dichiarato apprezzabili e meritevoli di trattazione approfondita tutti i temi portati al tavolo, sottolineandone il valore politico, sociale e di sistema. Il confronto potrà entrare più concretamente nel merito a partire dalla valutazione dei testi che le organizzazioni sindacali si sono impegnate a condividere prima della prossima riunione, fissata per il 2 aprile p.v.
Le associazioni datoriali si sono inoltre impegnate a elaborare una proposta sui temi relativi alle coperture assicurative e alla previdenza integrativa.
Nel corso dell’incontro, le parti datoriali hanno inoltre evidenziato come la previsione contenuta nella Legge di Bilancio 2026, che riconosce la possibilità di applicare l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali previsti dagli accordi sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, presenti elementi di significativa incertezza interpretativa, tali da rendere problematica l’applicazione del beneficio a favore dei lavoratori.
Per questo motivo è stata proposta la possibilità di indirizzare congiuntamente un interpello all’Agenzia delle Entrate.
Le organizzazioni sindacali si sono riservate di approfondire la questione e di valutare il testo del quesito che verrà loro sottoposto.

Foto Pixabay
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